Autore: Maria Elena

Nell’Orto Guadagnina di Daniele

La Via degli Orti abbandona la strada principale e svolta a sinistra. Diventa sterrata, in mezzo ad alberi e piante di lillà, scende un po’ ed entra nel piccolo borgo della Guadagnina, poche case, scrostate quel tanto per ricordarci che la campagna qui non è perfetta ma è vera, autentica.
Il fiume Senio scorre come un piccolo torrente, si attraversa su un ponticello di pietra e sei da Daniele. …Continua a leggere

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Una pera di cognome Williams

Sono sempre stata curiosa di conoscere le origini dei nomi delle mele o delle pere. In genere non sono termini tecnici ma hanno una radice nella storia del frutto o del territorio di appartenenza. E’ la pera Williams ne è la prova. …Continua a leggere

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Le pesche di Marco sono dei gioielli di bontà

Non so se vi è mai capitato di frequentare o visitare un artigiano che, grazie alla sua sapienza e manualità, produce pezzi unici. Che sia un ebanista, un orafo o un tessitore, ciò che colpisce è la fantasia, la dedizione, la passione che mettono nel loro lavoro. Marco Bersani, agricoltore e socio Agribologna, ha lo stesso rapporto con la frutta che produce, siano queste pesche, albicocche, susine o mele.

Marco produce delle pesche gioiello, non nel senso che costano molto, tutt’altro, ma per il valore della caratura qualitativa del frutto, per il gusto e il profumo che emanano non appena le tocchi. Gioielli di bontà!

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Nettarine di qualità? Nessun dubbio, sono quelle di Fabrizio.

Sono arrivata da Fabrizio di buon mattino. Ho percorso la Via degli Orti nella direzione mare fermandomi a metà strada, nelle campagne vicino a Forlì, chiamate giustamente Terre del Sole, culla delle pesche e delle nettarine.
Qui la frutta è regina, per qualità dei terreni, sole e aria e per la tenacia e la competenza di chi la lavora.
Qui Fabrizio Rabiti, socio del Consorzio Agribologna, produce pesche, nettarine, susine e non solo. …Continua a leggere

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Se la zucchina non è cicciotta non è bolognese

Ho sempre pensato che se la zucchina bolognese è corta e cicciotta è perché vuole essere riempita, come la pasta dal ripieno. Questa varietà ha una sua forma aurea: non deve essere più lunga di 15-18 cm, il suo colore è verde chiaro, screziato con un regolare disegno puntinato, ha un caratteristico ingrossamento a botticella nella parte del fiore, cosa questa che la rende perfetta per poter essere svuotata e poi riempita di un ripieno ghiotto, gustoso, fatto con carne suina, mortadella, parmigiano.

Quasi un tortellino vegetale.

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Nel giardino dei ciliegi di Sergio

Il giardino dei ciliegi è a poca distanza dalla mia casa, sulla Via degli orti, dopo un cancello e un viale alberato. E’ un piccolo borgo, una grande aia con tanti gatti e tavoli per mangiare all’aperto. Sì, perché Sergio Gubellini, oltre al podere, ha anche un Agriturismo dove si mangia e balla. …Continua a leggere

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Da Roberto le fragole hanno il sapore di una volta…

Se c’è un posto in cui le fragole hanno il dolce e intenso sapore di una volta, questo è il podere di Roberto a Santarcangelo di Romagna, là dove la Via degli Orti inizia a vedere il mare, l’aria si fa più tersa e la luce più luminosa.
Roberto Fabbri, romagnolo purosangue, mi accoglie con il sorriso aperto di chi è convinto di stare dalla parte giusta, di quelli che lavorano anche 20 ore al giorno, e che alla sera, chiudendo l’azienda agricola sanno che hanno fatto di tutto per darti i prodotti migliori della loro terra.

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I piselli, un ortaggio da favola

La storia la sapete: in una notte buia e tempestosa, una fanciulla chiese riparo in un castello affermando che era una principessa. La regina, che cercava da tempo una sposa per il figliolo, ormai in età per farsi una famiglia, la mise alla prova. Le fece preparare un letto, mettendo un pisello sotto una serie di 20 materassi, 20 guanciali e 20 cuscini. La mattina dopo, al risveglio, la regina chiese alla ragazza come avesse dormito: lei rispose che non era riuscita a chiudere occhio perché nel letto c’era qualcosa di molto duro che le aveva dato fastidio. La regina, felicissima di questa risposta, dichiarò che solo una vera principessa può avere la pelle tanto delicata da percepire la presenza di un pisello sotto 20 materassi, ed ordinò di far celebrare immediatamente il matrimonio.

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Il sedano dalle mille virtù

Tutto è cominciato con Omero. Lui ci ha tramandato l’immagine del sedano come simbolo di vittoria e di gloria, al pari dell’alloro al tempo dei Romani. Nei giochi Nemei, nel 516 a.C. con il sedano si componevano le corone per gli atleti vincenti e anche nei giochi Istmici, che si tenevano a Corinto in onore di Poseidone, gli atleti trionfatori erano incoronati di sedano e di prezzemolo.

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Il prezzemolo ovvero la salsa verde

Nel 1644 Vincenzo Tanara, bolognese purosangue, dà alle stampe l’opera della sua vita, “L’economia del cittadino in villa”, un successo straordinario per quegli anni, ristampato ben 9 volte, arricchito e perfezionato in ogni successiva edizione. …Continua a leggere

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