Una pera di cognome Williams

Una pera di cognome Williams

Sono sempre stata curiosa di conoscere le origini dei nomi delle mele o delle pere. In genere non sono termini tecnici ma hanno una radice nella storia del frutto o del territorio di appartenenza. E’ la pera Williams ne è la prova.

La pera Williams, noi italiani la “s” spesso la togliamo, è un cultivar inglese della metà ottocento. E già da questo primo aspetto la Williams si ammanta di un “sapore” romantico.
Ma la sua origine è ancora più antica: alla fine del ‘700, 1770 per la precisione, ad Aldermaston, minuscolo villaggio della contea del Berkshire, in Inghilterra, appena fuori Londra mister Wheeler, maestro della scuola elementare isolò e produsse il primo seme.

Pere Red Barlett
Pere Red Barlett

In seguito, nel 1816, William Hooker descrisse il cultivar di Wheeler col nome di pera Good Christian, ma è quando mister Richard Williams, di Turnham Green, la presentò alla Royal Horticultural Society di Londra la pera prese questo nome, anzi questo cognome.

La Williams appartiene alla categoria delle pere Bon Chretien e Good Christian, caratterizzate da “polpa liquescente o semiliquescente, forma irregolare, di frequente gibbosa, di eguale od ineguale diametro”.

Ma la nostra pera Williams ha avuto anche altre avventure: attraversò l’Oceano Atlantico e negli Stati Uniti, nel 1799,  Enoch Barlett riprodusse questo cultivar.
Negli Stati Uniti la pera diventò Red Bartlett che si distingue dalla Williams per il colore di fondo rosso striato dell’epidermide, esteso a porzioni più o meno ampie della superficie dei frutti e con un profumo più intenso e speziato.

In Italia arriva nel 1874 per merito di Carlo Zasso, anche se i notisti appuntano il suo primo ingresso nella comunità scientifica  nel catalogo dello Stabilimento Agrario-Botanico Burdin Maggiore e C.ia a Milano nel 1854.

Il successo della Pera Williams fu, per il tempo, folgorante. Tutti i pomologi si dimostrarono fin da subito entusiasti di questa varietà, che venne raccomandata dal Congresso Pomologico dell’Esposizione di Treviso del 1888.

La produttività e la regolarità nella produzione, l’adattabilità al clima e ai più svariati terreni, la qualità dei frutti, il lieve sapore di moscato, la spiccata resistenza alle malattie, fecero sì che, nel tempo, la pera Williams sia diventata nel tempo la varietà maggiormente coltivata nel mondo.

Fu proclamata la regina delle pere d’estate, e la diffusione avvenne ovunque era possibile per terreno e clima, grazie ai suoi principali pregi che trovano nella versatilità, il grande punto di forza della Williams: pera da tavola, da conserve, da seccare…da grappa.

La pera cresce nella bottiglia
La pera Williams cresce nella bottiglia

E’ infatti famosa la sua destinazione alcolica nella grappa, in cui il frutto è spesso dentro alla bottiglia, muovendo così la nostra curiosità nel capire come ci può essere finita dentro…in realtà alcuni contadini mettono una bottiglia di vetro attaccato al primo getto del frutto e lasciano che la pera cresca al suo interno, ma meno romanticamente, per motivi industriali, la pera viene introditta in una bottiglia dal fondo e poi sigillata e riempita.

Anche in Italia è la pera più coltivata, soprattutto qui da noi, in Emilia-Romagna.
Uno dei soci del Consorzio Agribologna, Matteo Vignali, che abita lungo la Via degli Orti che va nella pianura modenese, è un buon produttore di pere in generale e anche di Williams.
Di lui vi ho già raccontato l’anno scorso, quando andai a trovarlo nel suo magazzino di Vignola, e mi piace ricordarlo per la bonomia e la simpatia.

Matteo fa delle pere Williams di rara qualità e credo le stiano raccogliendo adesso e appena staccate dall’albero sono una delizia, sia da mangiare come merenda o a fine pasto con del buon formaggio, sia per fare qualche dolce o qualche risotto.

Non me vorranno gli amici di Agribologna se faccio una variazione sul tema della torta di pere e mandorle vista nel ricettario del sito e sostituisco le Pere Santa Maria, anch’esse pere estive, con le Williams. Proviamo.

Io la farei così:

Torta di pere e mandorle
Torta di pere e mandorle

Torta pere e mandorle

Ingredienti

2 pere william Agribologna
2 cucchiai di scaglie di mandorle
3 uova
150 g di zucchero
100 g di burro
250 g di farina 00
½ bicchiere di latte
½ bustina di lievito per dolci
Succo di limone q.b.

Preparazione
Sbucciate le pere, tagliatele a metà, togliete il torsolo ed irroratele con il succo del limone per non farle annerire. Montate a neve gli albumi delle uova. Sbattete i tuorli con lo zucchero,  aggiungete il burro ammorbidito. Unite il latte ottenendo una crema liquida ed omogenea alla quale unirete la farina setacciata con il lievito. Imburrate ed infarinate una tortiera a cerniera e versatevi il composto. Disponete sulla superficie le metà delle pere tagliandole a fettine, ma lasciandole attaccate al centro, cospargete con le scaglie di mandorle, spolverizzate con altro zucchero per formare una gustosa crosticina e infornate a 180° per  circa 40/50 minuti, fino a doratura.

Condividi sui Social Network:

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial