Il Tarassaco, andare per radicchi

Il Tarassaco, andare per radicchi

Martedì era festa, il 2 giugno. Il primo caldo. Almeno qui dalle mie parti e quale passeggiata più gradevole se non andare verso la collina per cercare un po’ di fresco?

La mia via degli orti che entra nel bosco
La mia via degli orti che entra nel bosco

La via degli orti, nella parte più alta,  va verso un poggio molto caratteristico con ampie radure verdi coltivate a prato e cereali e piccoli boschi di faggi e castagni che, in primavera, ci regalano erbe di campo e anche, se si è fortunati, qualche fragola di bosco.In autunno abbiamo le castagne, ma di queste avremo occasione di parlarne più avanti.

Di buon mattino mi sono incamminata lungo la mia via degli orti che nella prima parte è ancora asfaltata e poi, a mano a mano che si sale, diventa sterrata fino a quando, appunto, entra nel primo bosco.

Gli alberi sono alti e ombrosi, il sotto bosco è abbastanza pulito e le bordure sono ricche di erbe di campo. Le mie nonne venivano a raccogliere i radicchi selvatici, l’ortica e, più in alto, ai lati dei prati, in stagione, il tarassaco. Tutte erbe con le quali ci si curava: tisane e impacchi, ma anche preziosi e profumati ingredienti per la cucina.

Oggi spero di trovare il tarassaco: è il suo tempo!

Eccolo il tarassaco! Un’erba perenne, alta al massimo una decina di centimetri. Ha una grossa radice dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta di foglie munite di gambi corti e sotterranei.

Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e con margine dentato: da qui anche il nome di dente di leone. Il fiore è giallo oro e quando fiorisce in primavera i prati diventano una mare giallo bellissimo.

Campi di tarassaco
Campi di tarassaco


Il tarassaco cresce spontaneamente, un po’ dappertutto: nelle zone di pianura fino a un’altitudine di 2000 metri. È una pianta tipica del clima temperato e, anche se per crescere non ha bisogno di terreni e di esposizioni particolari, predilige maggiormente gli spazi aperti, soleggiati ma anche a mezzombra.

In primavera è uno spettacolo osservare donne e ragazze armate di coltelli appuntiti andar per campi a raccogliere il tarassaco.

Il  suo nome scientifico è Taraxacum officinale o anche dente di leone. L’uso gastronomico di mangiare le foglie fresche del tarassaco risale a tempi antichissimi quando si credeva che il corpo dopo il lungo riposo invernale, avesse la necessità di pulire il sangue, il fegato e la bile.

La parte più importante è la radice che si raccoglie in primavera o in autunno. Si lava energicamente in acqua e si essicca accuratamente al sole. Essa costituisce il rimedio sovrano nelle disfunzioni epatiche, itterizia e calcoli biliari, ma ha anche proprietà diuretiche, lassative, toniche e depurative. Insomma un vero portento!

Ne ho raccolto un po’ di mazzetti
Ho raccolto un po’ di mazzetti

Nella tradizione contadina il tarassaco è anche conosciuto come “piscialetto”: quante volte da bambini ci hanno avvertito i non toccarli perché l’avremmo fatta a nostra insaputa!!

Anche in cucina il tarassaco è molto versatile. Le foglie fresche possono anche essere stufate in padella con olio e aglio e poi condite con limone; essere aggiunte nelle frittate, nelle zuppe insieme alle ortiche e legumi. Sono ottime anche negli sformati a base di verdure e nel ripieno di pasta fresca. Attenzione sono un po’ amare, ma adattissime ad una cucina vegana, che tanto è di moda oggi.

Come vedete, ne ho raccolto un po’ di mazzetti e con questi farò una tisana.Vi dico come
la faccio: prendo 1 cucchiaio raso di radici lavate ed essiccate di tarassaco (circa 15 g) e 1 tazza d’acqua. Metto la radice sminuzzata nell’acqua fredda, accendo il fornello e porto il tutto ad ebollizione. Faccio bollire qualche minuto e spengo il fuoco. Copro e lascio in infusione per 10 min, filtro l’infuso e la tisana è pronta! Se volete potete raffreddarla con ghiaccio ed utilizzarla come bevanda rinfrescante….è una buona idea, con il caldo che sta arrivando!

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2 thoughts on “Il Tarassaco, andare per radicchi”

  1. Marisa BEISays…
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    In francia, il tarassaco (pissenlit in francese) si mangia in insalata quando è ancora tenero. Da bambina lo andavo a raccogliere verso febbraio nelle topaie era il migliore… ma anche in aperta campagna prima che avesse il fiore.

    Si fanno rosolare dei cubetti di pancetta e lardo . Si aggiunge poi un bel filo di aceto per evitare che il grasso coaguli e si condisce l’insalata con questa salsa. Non è una ricetta vegana né allal…ma è una bontà!

    1. Maria ElenaSays…
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      Grazie Marisa, amche a me piace il tarassaco saltato in padella!! Una bontà. Seguici ancora. Buona giornata, Maria Elena

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